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Crisi della rappresentanza: quale sindacato? Sui Generis incontra il Segretario generale UIL Carmelo Barbagallo, 8 Maggio 2015

barbagallo

Venerdì 8 maggio 2015, nell’ambito dell’Attività Associativa 2015 Sui Generis, si è tenuto l’incontro con Carmelo Barbagallo, Segretario Generale della UIL, che ha inaugurato il ciclo di appuntamenti organizzati dal network Sui Generis sul tema “Crisi degli organismi di rappresentanza: quale Sindacato per il futuro”.
I tavoli di lavoro, con il coordinamento scientifico di Giorgio Benvenuto, e la salda e competente presenza di socie e soci, avranno per protagonisti anche Annamaria Furlan (CISL) e Susanna Camusso (CGIL), si prefiggono l’obiettivo di comprendere le cause che hanno provocato la crisi degli organismi di rappresentanza e focalizzare gli scenari futuri che si stagliano all’orizzonte per portare stimoli e suggerimenti da parte di Sui Generis.

Nel corso del suo intervento Carmelo Barbagallo ha preliminarmente sottolineato il buono stato di salute mostrato dall’Unione Italiana del Lavoro: “negli ultimi anni la UIL ha registrato oltre 300 mila iscritti in più, diventando il primo sindacato nelle principali realtà industriali italiane”. Ciononostante già nel corso dell’ottava conferenza di organizzazione, tenutasi a Bellaria dal primo al tre ottobre 2012 sono emersi i primi preoccupanti segnali di crisi: “abbiamo identificato due problemi fondamentali”, prosegue il Segretario Generale, “il primo riguarda la percezione che hanno i nostri iscritti di vederci troppo vicini alla politica, ai partiti e ai governi; il secondo, di conseguenza, è quello di esserci allontanati, anche fisicamente dai lavoratori, abbandonando le nostre postazioni all’interno delle fabbriche”.

Nel biennio successivo la UIL ha avviato un cambiamento nella sua politica interna: “abbiamo capito che il nuovo modo di fare i sindacalisti è quello “vecchio””, afferma Barbagallo che sottolinea le linee guida essenziali che hanno guidato questo processo di trasformazione: “abbiamo ridotto la burocrazia sindacale, siamo tornati nei luoghi di lavoro creando dei front office e abbiamo l’intenzione di avvicinarci sempre di più ai nostri iscritti. Noi vogliamo intrecciare una rete diretta con i lavoratori che permetta la creazione di un sindacato dei cittadini da ampliare in futuro anche all’Europa intera e presentare così un sindacato che sia davvero internazionale e riformista”.

Il protagonista della prima tavola rotonda organizzata da Sui Generis con gli organismi di rappresentanza non ha lesinato critiche a Matteo Renzi: “il suo Governo ha avviato una falsa campagna di informazione. Con il Jobs Act ha tolto tutele come l’articolo 18 e ha annunciato di voler avvantaggiare i giovani perché non ci fossero più lavoratori di serie A e altri di serie B, salvo trasformarli tutti in lavoratori di serie C”.
Il Segretario Generale presenta invece la sua proposta per il rilancio dell’economia italiana: “anzitutto serve un nuovo modello contrattuale: studi e previsioni di Confindustria prevedono un aumento del PIL sia per il 2015 (+1%) che per il 2016 (2.5%) e noi vogliamo prendere questi dati come parametri per ridistribuire la ricchezza che si crea attraverso i contratti nazionali di lavoro. A ciò deve necessariamente essere abbinata la flessibilità in uscita: gli anziani, infatti, devono essere considerati una risorsa, non un peso. L’aumento dell’aspettativa di vita facilita il loro inserimento in lavori socialmente utili che possano compensare le scarse pensioni”.

Il Segretario generale UIL ha risposto alle domande della presidente di Sui Generis, Donatella Visconti, in merito alla bocciatura con cui la Corte Costituzionale ha stroncato il blocco delle perequazioni pensionistiche previsto dalla legge Fornero non ha sorpreso Barbagallo: “è stata effettuata un’operazione di cassa sulla previdenza del Paese. Ora sarebbe giusto distribuire gli 80€ anche ai pensionati e seguire l’esempio tedesco che riavviato l’attività contrattuale aumentando le pensioni del 2.5% nella parte est e del 2.1% nell’ovest”.

Il leader della UIL ha mostrato pieno sostegno alle iniziative a tutela della legalità avviate da Sui Generis: “in Italia ci sono troppe strutture appalti che generano inevitabilmente fenomeni corruttivi che, soprattutto al sud, bloccano ogni possibilità di crescita. A mio avviso, sul piano pratico, bisogna immediatamente commissionare ad acta le regioni che non sfruttano risorse come i fondi europei e investire risorse per l’avvio di politiche attive del lavoro per formare i giovani e permettere loro di creare nuclei familiari”.

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